23/06/2017   E' morto un grande trapiantato : Carlo ing . Maffeo .

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TORINO, 23 GIU - E' morto Carlo Maffeo, fondatore nel 1988 dell'Associazione Italiana Trapiantati di Fegato (Aitf) di cui era presidente onorario. Aveva 87 anni e il prossimo 13 novembre avrebbe raggiunto i trent'anni di trapianto. La sua storia fu emblematica in tutta Italia. Dirigente Fiat, iniziò il suo calvario nel 1987 a causa di un avvelenamento che gli distrusse il fegato. La stessa azienda mise a sua disposizione un aereo per portarlo a Bruxelles, a quel tempo il centro trapianti più titolato in Europa. Lì venne operato da un giovane chirurgo, Mauro Salizzoni, poi fondatore del Centro Trapianti di Fegato della Città della Salute e della Scienza di Torino.
Maffeo, rientrato guarito a casa, decise di fondare l'Aitf per affiancare l'opera dei chirurghi.

I FUNERALI :

I funerali del Presidente Onorario dell'AITF, Ing. Carlo Maffeo, si terranno lunedì 26 giugno alle h. 15.30 presso il Tempio crematorio del Cimitero Monumentale di Torino in Corso Novara 135. La funzione, sobria, si svolge in forma civile prima dell'inoltro alla cremazione, per espressa volontà dell'estinto.

La camera ardente verrà allestita presso l'Ospedale Mauriziano di Torino (Via Fernando Magellano, 1 ) dalle h.8.30 alle h. 14, 30 di lunedì 26 p.v..

Per coloro che non possono partecipare si consiglia di inviare un messaggio di cordoglio, scrivendo al nostro indirizzo di posta elettronica (che provvederemo ad inoltrare alla Famiglia) oppure direttamente a questo indirizzo : Fam. Maffeo - Via Valeggio, 24 - 10128 TORINO.

La Storia della nascita dell'AITF:
Il 13 novembre del lontano 1987 i medici gli avevano dato ancora tre mesi di vita.
Causa, il fegato spappolato da un micidiale avvelenamento.
Ha visto la morte venirgli incontro in lontananza, lenta, puntuale, inesorabile. Ne ha scrutato l'immagine sempre più nitida come il miope che, inforcati gli occhiali, riesce a distinguere i contorni precisi di un volto prima sfocato. Carlo Augusto Maffeo, 73 anni, per 30 alto dirigente Fiat, non sente più il tic tac del timer che gli ricorda il pronosticato appuntamento.

E' vivo, sano grazie a un fegato nuovo, trapiantato a Bruxelles da un èquipe di torinesi e belgi.
A distanza di qualche mese da quell'intervento di quasi 15 ore, il dott. Maffeo riprende a frequentare i campi di tennis, le piste di sci, i sentieri di montagna. E' contento come un bambino che ha appena ricevuto in regalo il giocattolo dei suoi sogni. "Sì, sono felice - propone in uno sfogo di gioia -, Mi sento nato una seconda volta.....Adesso voglio restituire al mondo quello che il mondo mi ha dato".
Con l'entusiasmo del neofita, Carlo Augusto Maffeo decide di fondare l'Associazione italiana trapiantati di fegato per la vita". Perché ? In un'intervista rilasciata il 18/11/1988 al Quotidiano LA STAMPA risponde: "Per diffondere un messaggio di speranza. Oggi non si deve più morire per un fegato in tilt. Il trapianto non è più utopia o riservato a un'elite. In Italia stiamo già una trentina, operati a Bruxelles, a convivere con l'organo di un amico. Trenta amici ci hanno restituito la vita, noi vorremmo aiutare tanti altri potenziali trapiantati a non arrendersi. Li assisteremo in tutte le forme, come tra fratelli".

Una scelta di vita la sua, per sé e per gli altri. Maffeo è abituato a comporre e ricomporre i pezzi dei suoi 73 anni come un set di costruzioni per bambini. Ma a rovistare nella scatola dei suoi ricordi, ce n'è uno che esce sempre: una data, il 1982; un paese la Turchia. Capita là, durante uno dei suoi viaggi in tutto il mondo, per 30 anni, come responsabile finanziario degli investimenti Fiat Auto. Una sera, in albergo, cade in coma. La diagnosi è preoccupante: fegato fuori uso da avvelenamento. Cibo guasto un germe patogeno?. Le analisi in Italia confermano la gravità del male. Inizia le cure, passano gli anni, si affievoliscono le speranze di rimettere in sesto quell'organo in rapido esaurimento. "Inconsciamente mi vedevo morto - ricorda -. Un morto che vedeva già vedova la moglie, orfani i due figli. Passavo in rassegna persone e cose. Quel bel vestito nell'armadio poteva passare a mio figlio. Ma sì, meglio regalargli subito quel mio maglione che gli piaceva tanto. Guardavo il calendario e cominciavo il conto alla rovescia, meno cento giorni, meno 99, meno 98..."
Gira per ospedali, chiede consulti a decine di medici. Un incontro alle Molinette con il Prof. Giorgio Verme, il dott.Angelo Pera, il dott. Mauro Salizzoni e altri, si rivela decisivo. Salizzoni è un giovane chirurgo torinese che ha deciso di trasferirsi a Bruxelles per fare esperienza in uno degli ospedali più attrezzati d'Europa per i trapianti di fegato.
Il direttore Fiat si mette in lista. Non ha altra scelta, o un nuovo fegato o giorni contati. Quando l'ospedale belga e Salizzoni lo informano che si rende disponibile un organo, Maffeo si imbarca su un aereo messo a disposizione della Fiat, vola a Bruxelles. E' il 13 novembre 1987, un venerdì. Quasi 15 ore di operazione, tutto ok. Un mese dopo è in piedi, il Natale lo passa a casa, a Torino, con i familiari.
Nuovo fegato, nuova vita. L'ha riscoperta "Prima vivevo in funzione del lavoro del successo. Ora ho un'altra scala di valori: la famiglia, il prossimo, la tolleranza, la generosità".
Il suo è l'inno alla vita di un uomo che ha sentito sulla faccia l'alito pesante della morte: "Ho imparato a sorridere, sono felice, ringrazio Dio e gli uomini perché con me sono stati tanto generosi. Non avrò mai tempo a sufficienza per ripagare il mondo del bene ricevuto"
Si sente risorto ma nella corsa a staffetta lungo la vita, vuole passare anche ad altri il testimone della sua esperienza e felicità. Innanzi tutto alle migliaia di malati gravi di fegato ("Li supplico, si mettano in contatto con l'Associazione") ma anche a chi, sano, vive sempre con il muso lungo, i nervi tesi senza stringere una mano protesa. Come quella di Carlo Augusto Maffeo che ha scoperto a 58 anni com'è bello il "mestiere di vivere".

Grazie galantuomo dedito agli altri .

 
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