10/03/2017   «Una vergogna»

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Operaio licenziato dopo il trapianto: l'azienda ritira il licenziamento
L'annuncio del presidente del Piemonte, Chiamparino. L'azienda convoca le rappresentanze sindacali per valutare la vicenda. Il ministro Poletti: «Un errore grave»

«Una vergogna»
L'uomo, di Rivoli, una moglie senza lavoro, mercoledì sera aveva dichiarato: «È una vergogna essere trattati così dopo 27 anni. Io all'azienda ho dato davvero tanto». «Mi hanno fatto una visita e mi hanno dichiarato inabile, mi hanno costretto a tre settimane di ferie forzate. Poi lunedì scorso mi è arrivata la lettera di licenziamento», aveva raccontato.

Sciopero
Una vicenda che aveva scatenato prima la reazione dei colleghi dell'operaio torinese, che avevano proclamato immediatamente uno sciopero di due ore su tutti i turni. Poi, l'indignazione del mondo politico: «Inconcepibile, inaccettabile, sbagliato», ha commentato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. «Se una persona ha una situazione come questa - ha detto - l’azienda si deve prendere la responsabilità di garantirgli un’opportunità». Il ministro aveva parlato di «un errore molto grave, che l’azienda deve immediatamente recuperare». «Licenziare un lavoratore dopo un trapianto al fegato cancella anni di battaglie per i diritti dei lavoratori. È inaccettabile. #Oerlikon», ha scritto su Twitter il deputato Mdp Roberto Speranza.

La logica degli affari
Fim, Fiom e Uilm hanno ricordato che etra il terzo caso simile dopo quello di due delegati Fiom nelle fabbriche di Bari e di Sommariva Bosco. Nicola Nicolosi, coordinatore nazionale di Democrazia Lavoro-Cgil, ha stigmatizzato la «logica degli affari che non guarda all’umanità necessaria quando ci sono lavoratori e operai che, colpiti da gravi malattie, sono considerati un peso insopportabile dalle aziende». La Oerlikon Graziano, una azienda metalmeccanica, ha circa 700 dipendenti a Rivoli, oltre 1.500 in Italia.
«Indegno»
Di «licenziamento indegno» aveva parlato anche Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera: «Un gesto riprovevole, che non ha alcuna possibile spiegazione, se non quella di un tipo di gestione aziendale irresponsabile. Nel licenziare Antonio Forchione, al quale va tutta la mia vicinanza e la mia solidarietà, la Oerlikon ha dimostrato di non tener conto dei più elementari diritti dei lavoratori. Ci auguriamo dunque che l’azienda ritorni sui suoi passi e si sforzi di trovare una soluzione adeguata alle attuali condizioni fisiche del lavoratore, dal momento che quello dell’azienda è in questo caso un comportamento discriminatorio», aveva detto mercoledì sera. Pronta la risposta dell'azienda, al pressing dei media e dei politici.

 
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