Discriminazione nei confronti dei contagiati:
lettera di denuncia da Padova

Spett.le
A.P.I. ASSOCIAZIONE POLITRASFUSI ITALIANI

c.a. Dott. Magrini Angelo

Padova, 22/09/1999

Gentile Dottor Magrini,
Come da accordi telefonici, Le invio breve sintesi di quanto è accaduto lunedì scorso 20/09/1999.

Mi sono recato verso le ore 11.30 al Ministero della sanità a Roma, per avere notizie riguardo alla mia pratica relativa alla Legge 210 del 92.
L'ufficio "competente" era uno stanzino di circa quattro metri per quattro, dove due impiegati ricevevano da dietro un vetro gli interessati (circa 35 persone) e pretendevano che si urlasse quanto dovevamo chiedere non sapendo "forse" che gli argomenti che dovevamo trattare sono tutelati dalla Legge sulla Privacy, la stessa Legge a cui loro si appellano quando telefoniamo per avere notizie sull'iter della nostra pratica.

Abbiamo subito contestato questa situazione, in quanto fino ad un mese prima, ogni interessato veniva ricevuto singolarmente in privato.

A questo punto uno dei due impiegati (un certo Paolo), ha affermato testuali parole: "quelli che vogliono avere notizie riguardo alla 210, non possono andare in giro per il Ministero perché sono portatori di epatite, AIDS e tubercolosi e potrebbero infettare gli impiegati".
Dopo queste parole, tutte le persone presenti (emofilici e non) hanno deciso di chiamare i Carabinieri per sporgere denuncia.

Vista la calda situazione che si era venuta a creare, la Dottoressa Bisignani è intervenuta cercando di mediare a nostro favore ricevendoci privatamente contro il chiaro parere degli impiegati che continuavano a dire che non si poteva (per chiaro ordine di qualcuno dall'alto).

Non voglio creare problemi alla Dottoressa che è stata molto gentile e disponibile, ma voglio invece denunciare questo comportamento da Nazisti, da parte di un Ministero che prima ci ha infettati ed ora oltre a non voler pagare per i propri errori ci insulta trattandoci come bestie al macello.
I Carabinieri della sezione vicina hanno raccolto le nostre deposizioni e ci hanno assicurato che i superiori di quel impiegato avrebbero preso le dovute azioni disciplinari che il caso richiedeva!!! Ma io sinceramente mi chiedo perché deve essere sempre un pesce piccolo a pagare e non chi aveva dato quelle disposizioni???

Sono uscito dal Ministero alle ore 17.00 molto amareggiato nel constatare di persona la follia della burocrazia Romana e nel capire che non c'è davvero limite al peggio per noi danneggiati, colpevoli di aver avuto bisogno per sopravvivere di una trasfusione di sangue.

 

Inviandole questa lettera Le porgo distinti saluti

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