I pazienti hanno paura dei medici dentisti

Mentre molti medici si preoccupano nel trattare un paziente sieropositivo (dell'hiv e/o del virus dell'epatite) per paura di essere accidentalmente infettati, vi sono anche pazienti che, per la stessa ragione, temono di essere curati da medici che non sterilizzino bene gli strumenti che adoperano o che non usino materiale monouso o che siano positivi a loro volta di qualche infezione. 

Negli Stati Uniti alcuni anni or sono per un caso veramente sfortunato ma molto pubblicizzato, una giovane donna fu contagiata da un dentista con l'aids, è diventato obbligatorio sottoporre tutti i medici ed i sanitari che operano nelle strutture ospedaliere al test dell'aids ed epatite, in Italia questo non è possibile perché è vietato dalla legge 135/90 e successive modifiche. 

Ancora oggi una studentessa di 18 anni di West Palm Beach contagiata dal virus dell'aids con altre cinque persone da un dentista ha rilanciato la campagna nazionale per costringere tutti i medici e i sanitari con contatti diretti con pazienti al test dell'aids: se un medico o un sanitario è sieropositivo, può continuare ad esercitare la sua professione, ma non può eseguire interventi chirurgici o altre procedure che possono teoricamente mettere a contatto il suo sangue con il sangue dei suoi pazienti. 

Pertanto, l'evenienza che un chirurgo o un medico dentista sieropositivo infetti un paziente non si può escludere del tutto anche se ovviamente è molto remota. 
Cosa che non si può dire per i materiali che il dentista utilizza (frese, materiale per le impronte ecc.) se sterilizzati male. 

L'Associazione Politrasfusi Italiani attenta a questi problemi ed a quelli degli associati che hanno subito delle discriminazioni da parte di alcuni "dentisti", ha patrocinato le "X giornate d’aggiornamento culturale di Clinica Protesica" che si terranno dal 20, 21 e 22 ottobre 2.000 presso il Centro Congressi del Museo dell'Automobile di Torino, organizzato dal Servizio Autonomo di Riabilitazione Orale e Protesi Maxillo-Facciale e Implantologia Dentaria, Cattedra di Protesi Dentaria dell'Università di Torino direttore Prof. Giulio Preti. 
Questo corso serve ad aggiornare i medici dentisti e odontoiatri italiani sui nuovi progressi ottenuti e le innovazioni acquisite in vari campi della protesi dentaria. 

E’ sicuramente per l'odontoiatria italiana, un passo importante per i cittadini e per le persone con disagio quali: 

Portatori di handicap non collaboranti che richiedono, per il trattamento, d’anestesia totale. 
Cittadini che hanno subito, in seguito a tumore o incidente, l'exeresi di una parte del viso e che pertanto deve essere ricostruita 
protesicamente. 
Cittadini in età geriatrica ed in situazione economica molto povere. 
Cardiopatici gravi 
Trapiantati 
Politrasfusi. 

Raccomandazioni per tutti i medici dentisti e odontoiatri italiani, suggerita dall’Associazione Politrasfusi Italiani al fine di abbattere le infezioni quali epatiti o aids. 

La trasmissione paziente-paziente può verificarsi a seguito d’uso comune di strumenti, oggetti, o attraverso la veicolazione di sangue con le mani del dentista (trasmissione “orizzontale”). 

La trasmissione operatore sanitario infetto-paziente dell’hiv o delle epatiti in Italia in rari casi è stata documentata.

 Le possibilità nel limitare, le eventuali infezioni sono sostanzialmente: 

La dimensione del problema delle infezioni o da hiv o da epatiti post-dentista impone una rivalutazione critica della condotta operativa del 
personale “dentistico” al fine di ridurre il rischio d’infezione per i pazienti e per il personale stesso. 

I seguenti punti sono considerati essenziali per ridurre al minimo il rischio, le infezioni (dal dentista): 

utilizzo dei guanti per ogni manovra di assistenza diretta al paziente che possa comportare contatto con sangue o altri liquidi biologici; 
cambio dei guanti dopo l’assistenza di ciascun paziente, quando si rompono e quanto prima possibile in caso di contaminazione visibile; 
lavaggio delle mani dopo l’assistenza di ciascun paziente o comunque dopo ogni contatto accidentale con sangue o altri liquidi biologici e 
dopo la rimozione dei guanti, evitando di mangiare, fumare e portarsi le mani alla bocca o agli occhi durante il lavoro, e di toccare con le 
mani “guantate” oggetti presenti nell’ambiente (telefono, maniglie, rubinetti, ecc.), l’operatore sanitario dev’essere sempre assistito da 
un’infermiera in studio; 
uso di camici protettivi, maschere, occhiali e coprifaccia protettivi durante le manovre d’assistenza che possano comportare l’emissione di 
goccioline o schizzi di sangue o altri liquidi biologici (questo vale per tutti gli operatori sanitari); 
attenzione massima nell’evitare punture o tagli quando si usino strumenti taglienti. Gli aghi non vanno reincappucciati, rotti o rimossi dai 
supporti, ma eliminati in contenitori resistenti disponibili vicino alle sedi di utilizzo degli aghi o dei taglienti. 


A questo proposito poniamo sul tappeto alcune riflessioni su alcuni dentisti:


 E'’ indispensabile una preparazione elevata del medico dentista prima che lo stesso possa curare il prossimo che non è mai come studiare 
 interamente un libro e poi ripeterlo. 
 

Il monito, e la sfida che l’Associazione Politrasfusi Italiani lancia ai Direttori di Cattedra di Odontoiatria Italiana è di formare al meglio e con severità i futuri dentisti. 

Quando un operatore sanitario, ha in mano un trapano che funziona a 600.000 giri il minuto, ha in mano un’arma! 

Molte scuole di odontoiatria non prevedono severi corsi di preparazione Clinica così sul territorio possono trovarsi giovani operatori sanitari, legalmente riconosciuti, senza adeguata preparazione pratica. 

Sappiamo che molti medici-dentisti-studenti, vogliono finire a tutti i costi nel tempo più breve possibile senza minimamente preoccuparsi della preparazione raggiunta avendo come solo obiettivo quello di guadagnare. 

Proponiamo ai nuovi laureati di frequentare le Cliniche Odontostomatologiche, di pomeriggio, per un anno, dopo il conseguimento della Laurea; sicuramente con molteplici vantaggi: 

Permetterebbe di curare un maggior numero di pazienti permettendo ad una struttura come la Clinica Odontostomatologica di funzionare a 
tempo pieno ma soprattutto di avere sulla piazza dei medici preparati a livello europeo. 

Formare un certo numero di professionisti particolarmente esperti in un determinato settore dell’odontoiatria. 

Incentivare i vari insegnanti a sviluppare un programma didattico tale da accattivare l’interesse dei futuri assistenti. 

Una politica di questo tipo si armonizzerebbe con lo spirito di continuo rinnovamento dell’Università contro i pericoli di immobilismo e 
cristallizzazione. 

Un ulteriore vantaggio potrebbe essere, in un prossimo futuro, quello di affidare a questi assistenti la direzione di future Cliniche Sociali per 
persone con grave handicap la cui esistenza sarebbe auspicabile anche in Italia come negli altri paesi evoluti.

 

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