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Come è nata l'Associazione degli Emofilici e Politrasfusi italiani? Politrasfusi e unità d'intenti La storia del marchio API
La storia del marchio API

Il nuovo marchio dell’Associazione Politrasfusi italiani è il frutto di una ricerca sulla relazione tra i caratteri, la loro disposizione, il colore.

Si è voluto scegliere un carattere semplice e lineare, addirittura riducendo alcune asperità (ad esempio con il re-styling della lettera A) per avere linee chiare e pulite, che si leggano positivamente.

Sia nel marchio che nel logotipo, la leggerezza delle lettere A (iniziale di Associazione) e I (Italiani) mette in risalto la P centrale che definisce l’oggetto dell’associazione.

Se la P rappresenta, con il suo peso, le difficoltà della condizione di politrasfuso, la A e la I sono in un campo colorato e sottolineano gli aspetti positivi dell’essersi associati, del condividere obiettivi e speranze.

I tre elementi si compongono a formare un triangolo con la punta rivolta verso l’alto, anche questa figura ha una valenza simbolica positiva. Una freccia è inoltre di per se dinamica, attiva, coinvolgente.

L’unione dei due colori che fanno da campo alle lettere A e I, cioè un azzurro e un arancione puri e brillanti è una combinazione forte sono due colori complementari - cioè diametralmente opposti sul disco cromatico. In altri termini, non vi è alcun elemento cromatico costitutivo di uno di essi che sia rintracciabile nell’altro.

Questa caratteristica fa sì che i colori si rafforzino a vicenda, e che l’effetto d’insieme sia vivace e colorato.

Sotto l’aspetto emotivo l’accostamento di un colore caldo e uno freddo (uno legato all’energia, al calore e quindi all’azione - l’altro allo spazio, alla profondità, al tempo, alla riflessione) rappresenta l’equilibrio tra due fattori contrastanti. Questo bilanciamento è rassicurante, molto dinamico ma sempre controllato, razionale.

 

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