Spett.le Ministero della Sanità
On.le Ministro Maria Pia Garavaglia

P.le industria 20
00100 roma

E per conoscenza:

Presidente commissione nazionale per la lotta all'aids
Presidente della consulta nazionale per la lotta all'aids
Presidente della commissione sanità del senato
Presidente della commissione sanità della camera
Gruppi parlamentari camera
Gruppi parlamentari senato
Alla società Benetton

  Direzione generale al giurì della pubblicità e Progresso  
Volpiano, 21 settembre 1993



Oggetto:
 pubblicità della soc. Benetton con manifesti murali raffiguranti una parte del corpo di una persona avente tatuato sul braccio sinistro la dicitura
 "hiv - positiv". 


Gentile sig. Ministro della Sanità,

La scrivente associazione, già facente parte della consulta nazionale per la lotta all'aids nominata dal Ministero della Sanità, ritiene di sollecitare un suo autorevole intervento in merito alla pubblicità di cui in oggetto, ritenendo la medesima lesiva nei confronti di chi e' sieropositivo, e temendo che possa aprire la strada verso atti di intolleranza e di discriminazione nei loro confronti.

Riteniamo inoltre che la pubblicità violi la legge 135/90 dove si cita che chiunque, sia a carattere sociale che a livello sanitario, sollevi atti di discriminazione può essere denunciato alla procura della repubblica e gli autori possono essere perseguiti sia civilmente quanto penalmente.

Da anni le associazioni lottano per aiutare la persona sieropositiva ad integrarsi con gli altri dicendo "che solo chi discrimina è solo" perché non è vero che "chi ha l'aids se lo è andato a cercare": l'esempio più significativo sono i politrasfusi ed i bambini.

Questo tipo di pubblicità noi la riteniamo ingannevole verso chi è sieropositivo come pure verso il malato.

Forse gli obiettivi sono diversi e, con una iperbole, forse un giorno nascerà una "lega anonima per la diffusione dell'identità dei sieropositivi" con il progetto di far compilare una scheda con i dati personali delle persone sieropositive da inviare presumibilmente a famigliari ed amici, datori e colleghi di lavoro, con allegata una rassegna stampa delirante sui metodi di contagio alternativi (starnuti, colpi di tosse, etc.), magari con lo slogan della campagna d'informazione sull'aids "che cosa fai per te e per gli altri" oppure "se lo conosci lo eviti".

Pertanto chiediamo che siano valutati con carattere d'urgenza, se esistono i presupposti per sollevare il problema alla procura della repubblica in quanto la pubblicità viola la legge 135/90 e che la pubblicità sia tolta su tutto il territorio nazionale perché lesiva nei confronti delle persone sieropositive in quanto tali.

Sollecitiamo con forza una convocazione della consulta nazionale dell'aids perché siano presi dei provvedimenti a tal proposito.

VITTORIA DEI DIRITTI DELLE PERSONE SIEROPOSITIVE 

L'IDEA DI "MARCHIARE I SIEROPOSITIVI" E' FALLITA

BENETTON FINALMENTE HA FINITO DI ROMPERE I . . "MAGLIONI" !

In data 20 settembre l'Associazione Politrasfusi Italiani, con una lettera inviata al Ministro della Sanità On. Maria Pia Garavaglia e per conoscenza: a tutte le associazioni appartenenti alla consulta nazionale per la lotta all'aids, alla commissione nazionale per la lotta all'aids, al Presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera, a tutti i Gruppi Parlamentari della Camera e del Senato, al giurì (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria) ed alla Società Benetton chiedeva:

Un autorevole intervento in merito alla pubblicità di cui in oggetto, ritenendo la medesima lesiva nei confronti di chi è sieropositivo per i seguenti motivi:

L'Associazione Politrasfusi Italiani, nella veste del suo Presidente, sentito il parere del comitato dei famigliari deceduti per aids per cause da imputare a terapie trasfusionali di sangue e suoi derivati, fa presente che la raffigurazione fotografica di parti del corpo marchiate con la dicitura "hiv positive" produce un impatto fortemente emotivo e reazioni ostili nei diversi luoghi nei quali la raffigurazione e' stata affissa e pubblicata.
Il presidente dell'A.P.I., nella sua istanza, ha in primo luogo considerato che anche una comunicazione aziendale come quella di cui si discute, diretta a sollecitare una presa di coscienza sui temi esistenziali della vita, della nascita, della mafia, del razzismo, del sesso, delle malattie infettive come l'aids, dei tab, etc.etc., e' soggetta alle regole di autodisciplina, perché e' sempre pubblicità. E' una pubblicità istituzionale in quanto non e' diretta a vantare le caratteristiche di uno specifico prodotto, bensì a collegare il marchio ad una particolare filosofia o ad un sistema di valori, onde conseguire da tale collegamento vantaggi di natura commerciale.

Inoltre ritiene che la pubblicità in oggetto abbia violato sia l'art. 1 del codice di autodisciplina pubblicitaria imputando al messaggio in questione un carattere provocatorio, e di essere un atto di violenza e di sopraffazione effettuato da chi non tiene in alcun conto la sensibilità altrui, per raggiungere l'obiettivo, in violazione alla legge 135/90.

Pertanto l'Associazione Politrasfusi Italiani dichiara che la pubblicità denunciata è in contrasto con l'art.1 del codice di autodisciplina pubblicitaria (la non correttezza e la mancata lealtà pubblicitaria) e ne chiede la cessazione. Visto anche l'art. 10 del codice di autodisciplina pubblicitria (violazione della dignità della persona).

Invoca la pubblicazione per estratto della nostra decisione su tutti gli organi di informazione e nei mezzi murali oppure una campagna pubblicitaria murale per la raccolta di sangue.


  Anche le formiche.....vincono !  


In data 26 ottobre ore 19,21 il Giurì della Pubblicità di Milano ha sentenziato

Nel ringraziare gli organi di informazione per lo spazio che hanno dedicato alla non discriminazione dei sieropositivi e alla loro non strumentalizzazione, festeggiamo questa vittoria.

Una vittoria del sottoscritto in qualità di una minoranza di cittadini che combatte contro la discriminazione, una vittoria degli oltre 3022 cittadini politrasfusi (infettati del virus dell'hiv per cause da imputare a terapie trasfusionali non adeguatamente controllate) che hanno avuto il coraggio di uscire allo scoperto; una vittoria degli oltre 517 deceduti a causa di aids e dei loro famigliari.

 

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